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“NOVELLA GRECA.” ?. SERAO’S 19TH CENTURY GREECE. ITS REALITIES AND ITS ANTITHESES
Abstract
In the short story Novella Greca, in her book: Fior di Passione, 1888, the author M. Serao narrates the true story of Calliope Stavro, the heroine (Calliopi Stavrou in Greek), in Leucade - Santa Maura (Lefkada - Agia Mavra in Greek), an island of the Ionian Sea, in 19th century Greece. At that time, the country was just freed from the Turkish occupation, trying to recover from more than 400 years of slavery and subjugation to the Ottoman Empire. Calliope Stavro represents the woman of her time, imprisoned in the small society of her island, suffocated, asphyxiated, disillusioned and unfulfilled. Thus, she decides to commit suicide not having a way out in her island, which although it is a naturally beautiful place due to its greenery, it is a barren rock вЂthrown’ into the Ionian Sea without any promising future for its inhabitants. Serao realistically exposes the true story of the heroine’s female identity, whose death signifies her suffocation within the patriarchal society of her time. The writer presents the outlets of human existence, the small society of the island, the negative influence of the heroine’s microcosm, which mostly depends on the raisin trade, its production and export, with which almost all the males of the island are preoccupied, since it provided a profitable income in that time. Faced with the crushing reality of her life, the non-existence of love, no romance, male dominance, and indifference, even misogynism, she chooses death, she surrenders to her doomed destiny and the futility of existence, because she is not allowed to live a free life according to her will. Her fatal fall from Lefkata’s cape, where in ancient times there was a temple of god Apollo, god of music, light, and patron of the arts and divination, signifies the death of the gods of Olympus. Their place has been taken by a harsh reality, the revelation of the demands of the human soul, its desires, and its dead ends. Greece will need and still needs a long way to go to find the place it deserves in history, free from patriarchal structures, prejudices, and the impasses that they entail. The story of Calliope Stavro proves in practice the predicament of the female under the patriarchal standards of her era and the unsatisfied desires of the human psyche, which are sacrificed for the sake of survival, most times with unpredictable, unpleasant and unhappy results.
Publication Impact Profile
Publication details
References47
Kostas N. Triantafillou. Historical Dictionary of Patras. Patras, 1995., 1839.
Matilde Serao. Fior di Passione. Novelle. Novella Greca. Milano. Giuseppe Galli, editore. Galleria Vittorio Emanuele 17 & 80, 1888.: “... mi narrava le storielle di Grecia, del nostro bel paese lontano, di cui ci pungeva il cuore la nostalgia: lei, una nostalgia piena di ricordi, me, una nostalgia fervida di speranze.”, p. 64. https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/s/serao/fior_di_passione/pdf/fior_d_p.pdf
Antonios Fravasilis. Mathilde Serao. Silhouette. Parnassos, Vol. 6 (1882), pp. 188- 204., p. 192.
Matilde Serao. Fior di Passione. Novelle. Novella Greca. Milano. Giuseppe Galli, editore. Galleria Vittorio Emanuele 17 & 80, 1888.: “Ora la mamma, i rimpianti, le speranze, tutto e sparito: ma nell’anima mi ronzano pian piano le novelle. Questa qui, come tutte le altre, e vera.”, 64.
Ibid. “Quest’ uva piccina e nera, cosi saporita nei plum-puddings, e la base della felicita, dell’amore, di tutta l’esistenza in Santa Maura.”, 65.
Ibid. “Eppure Calliope Stavro odiava profondamente la passolina.”, 65.
Ibid. “L’ anima sua era rimasta chiusa.”,65.
вЂthieves’ were called the Greeks who resisted the Ottoman rule and they lived in the mountains fighting against the Turks.
Ibid. “Nel collegio le sue bizzarre e gaie amiche, con lo spiritello francese demolitore, le avevan messo in burla la Grecia, i Greci, i clefti, lord Byron, Haydee e l’uva passolina. Poi le avevan dato a leggere quello spiritoso, sincero e perfido libro di About: La Grece contemporaine.”, 65.
Ibid.: “A questo fuoco vivo di ridicolo …”, 65.
Ibid.: “… molte cose in lei si erano disseccate.”, 65.
Ibid.: “... senza dire quello che odiava e quello che amava, ...”, 65.
Ibid.: “... ma serbando sul viso giovanile l’impronta torva ed annoiata di un’ anima scontenta.”, 65.
Ibid.: “Essa era fiera, ma piu spesso indifferente; qualche volta un riso sprezzante e stridulo metteva la sua dissonanza in una conversazione, ma piu spesso non vi era sorriso in lei; era capricciosa talvolta, ma piu spesso lo sbadiglio ignobile contorceva la linea sottile della bocca: una stanchezza mortale decomponeva l’espressione del suo volto.”, 65.
Ibid.: “Calliope Stavro non era poetica.”, 65.
Ibid.: “Era un negoziante di uva, alto, ossuto, coi pomelli sporgenti, di un rosso affogato nel bruno, con tutta la faccia color mattone, bruciata dal sole, la barba nera, gli occhi neri, vivaci ed incavernati, le dita nodose. Aveva diciotto anni piu della sua fidanzata, il che si usa laggiu. Galantuomo, ricco, grossolano, parlando un francese spaventoso ed un inglese commerciale, amando le canzonette italiane, il vino di Porto, idolatrando la passolina, era un buon fidanzato, sarebbe stato un ottimo marito.”, 65.
Ibid.: “Faceva la sua corte nel modo piu rudemente innamorato che sia possibile, e Calliope Stavro l’accettava senza disgusto, ma senza piacere. Poco a poco, nel segreto del cuore, ella entrava nell’ indifferenza, nel’ atonia. Le sue notti erano senza sogni.”, 65. The Greek text translates the word corte (fare la corte) as make love, whereas Serao’s text does not distinguish between flirting and make love.
Ibid.: “Nella bella stagione, nel maggio fiorito, venne a Santa Maura Paolo de Joanna, un giovanotto a ventott’ anni, un po’ Dalmata, un po’ Italiano, cresciuto a Londra, a Parigi, a Firenze. Era viaggiatore, poeta e ricco - tre egoismi armoniosi. Per completare l’accordo, egli era bello”, 65. Paolo de Joanna’s good - looking appearance is emphasized last in the description because it was his most prominent feature. The author refers to the external appearance of the character, she introduces to her short story, following a realistic depiction. There is a systematic structure and harmony in her narrative, which does not tire the reader, because such details interest him/her and enrich the narrative.
Ibid.: “Era sbiancato nel volto di un pallor animato. L’ arricciatura dei capelli nerissimi, un’ arricciatura originale, non da bambino Gesu, ma da Nerone, gli dava un’ aria di Dio antico. L’ occhio lionato, dallo sguardo audace, smentiva talvolta la dolcezza dei tratti, la mollezza dei lineamenti. Piu che bello era seducente. Simili uomini esistono - e piacciono moltissimo alle donne. Egli non sorrideva che raramente con quei sorrisi lenti che completano l’ occhiata e che sottolineano la parola. La voce, questo incanto irresistibile, era grave, bassa. Parlava poco. Quando l’ entusiasmo faceva vibrare le sue parole, invece di arrossire, impallidiva.”, 65.
Ibid.: “orgoglioso e ricco, pieno di languidezze femminili, di silenzi interessanti e di sguardi misteriosi. Ma lui aveva con essi quella dolcezza di modi, quell’ attenzione amabile, quella cordialita rattenuta che affeziona le anime.”, 66.
Ibid.: “Paolo si fermo a Santa Maura per un capriccio di viaggiatore raffinato che aborre le grandi citta. Aveva lettere per i ricchi dell’ isola. Ebbe liete accoglienze. Certo quei Greci bruni, attivi, poco poetici, molto magri e molto intraprendenti, guardavano con una certa diffidenza ... Finirono per amarlo, con quella espansione greca che rassomiglia tanto a quella italiana.”, 66.
Ibid.: “Egli non corteggiava le fanciulle, oppure le corteggiava tutte, compresa Calliope Stavro.”, 66. The heroine probably had a love affair with Pavlos de - Joannas; unless the phrase “made love” in the Greek text means that he was simply flirting with her, as with the other young maidens. In the Italian text, Serao uses the verb: “corteggiava”, so it is about courtship - flirtation, whereas in the Greek text the translator refers to love making.
“Simili uomini esistono - e piacciono moltissimo alle donne.”, 65.
Ibid.: “Nelle escursioni di piacere egli si smarriva nei boschetti or con una, or con un’ altra, ma non parlava d’ amore a nessuna.”, 66.
Ibid.: “… in quella casa avevano finitoper adorarlo.”, 66.
Ibid.: “Le serve erano innamorate di lui.”, 66.
Ibid.: “Solo la fanciulla, non lo amava, ne lo odiava, come il suo solito. Ella serbava il suo aspetto insoddisfatto e sdegnoso, un silenzio lungo e torbido.”, 66.
Ibid.: “Paolo la interrogava spesso per conoscerne l’ anima. Egli tentava di far risuonare tutte le corde, per sentire l’ armonia di quel cuore. Ma l’ anima era dura e il cuore senza musica. Nulla vibrava in quella fanciulla.”, 66.
Ibid.: “Invano egli le parlava dell’ Italia, della divina e profumata Italia, in cui la vita si colorisce nell’ amore, dalle tinte piu delicate dell’ argentino - roseo sino alle cupe, profonde e rosse, del rosso che pare nero.”, 66.
Ibid.: “Lei ascoltava e talvolta un’aura di sorriso ironico le aleggiava sulle labbra. Paolo se ne accorgeva e desisteva. Calliope lo irritava. Ella scomponeva la sua calma olimpica.”, 66.
“Ibid.: “Allora, pensando che ella fosse frivola e vana, le portava i giornali francesi, le canzonette della nuova operetta, i libri nuovi. Li leggevano insieme. Lui leggeva benissimo, con una voce in cui tremava un’ emozione strana. Ella stava a sentire quelle singolari descrizioni, quelle scene amorose, ora fredde e gravi, ora ardenti; stava a sentire, ma parea non ascoltasse. Spesso sembrava che ella si annoiasse profondamente di tutto. Si stringeva nelle spalle come infastidita, ma non diceva nulla.”, 66.
Ibid.: “Ma i grandi occhi verdi si aprirono e lo fissarono con uno sguardo cosi glaciale che egli s’ arretro, chiuse il libro e parti senza pronunziare una parola.”, 66
Ibid.: “Provo a parlarle di arte. Dinanzi agli orrizonti sereni, dinanzi all’ Jonio azzurro, con la frase eloquente e calda, egli ricostrui quei templi dalle linee pure, dalla bellezza immortale, quelle citta piene di luce e di amore, quei portici dove s’ elevava nell’ aria l’ alto insegnamento dell’ ideale. Piu indietro, piu indietro ancora, le disse di quella stupenda natura, in cui tutto era divino, gli alberi, i fiori, i fiumi, in cui cinquemila Dei popolavano un Olimpo, in cui le nozze fra il cielo e la terra mettevano nell’ aria l’ immensita della passione, il mormorio dei baci e l’ olezzo dell’ amore.”, 66.
Ibid.: “Ella non comprendeva. Paolo taceva, disgustato, annoiato, con la bocca amara e le labbra inaridite.”, 66.
Ibid.: “Sgorgavano le idee ora incandescenti come la lava, ora scettiche, ora sprezzanti. Si contraddiceva, se ne accorgeva, spiegava la sua contraddizione. Il paradosso sfoggiava i suoi colori iridescenti. Tutto quanto era compresso nell'anima, scoppiava col fracasso di un torrente. La voce ora tremula e bassa, ora grave e sonora; gli occhi vaganti, quasi ispirati, il gesto largo. …”, 67.
Ibid.: “Egli fini per dire che noi abbiamo una sola via alla vita ed e l’ amore, una sola via alla felicita ed e l’ amore, una sola via alla morte ed e ancora l’amore.”, 67.
Ibid.: “Poi tacque. Calliope ascoltava ancora.”, 67.
Ibid.: “Lui, preso dal suo orgoglio di seduttore, si chino per baciarla audacemente sulle labra.”, 66.
Ibid.: “- Tornerete? - Ho promesso di ritornare - le rispose lui, evasivamente, anche in italiano. - Tornerete? - insistette duramente lei, come se volesse obbligarlo alla verita. - No - disse lui, raddrizzandosi nell'orgoglio feroce del suo animo. Non tornero.”, 67.
Ibid.: “Il babbo li divise. Quando il babbo li riuni: - Non siete triste? - chiese lei. - Io non sono mai triste, ne mai allegro. Io sono saggio; siatelo anche voi. - Lo saro - rispose Calliope nettamente sorridendo. Si riposavano. Lui le parlava sempre quietamente. Lei ascoltava con gli occhi bassi, con un lieve riso della bocca. - Cara fanciulla, la vita e fatta di queste separazioni. Ci sembrano amare, non sono. Bisogna vivere filosoficamente, godendo la gioia di oggi, non rimpiangendo quella di ieri, non desiderando quella di domani,”, 67.
Ibid.: “- E vero, - rispose lei tranquillamente. - Poi - riprese lui - il piacere non puo essere intenso che sagrificando la sua lunghezza. Per vibrare molto, non si puo vibrare per molto tempo.”, 67.
Ibid.: “- E vero - e ando a ballare. Quando la fanciulla ritorno, egli ricomincio il suo discorso. - .... anche l’amore e una cosa volgare e comune. Noi lo poetizziamo, per orgoglio, per fingerci esseri superiori. L’ amore non mantiene una sola delle promesse che fa. L’amore e inutile.”, 67.
Ibid.: “- E vero - disse lei per la terza volta.”, 67.
Ibid.: “Nella notte rigida d’ inverno lo scoglio altissimo si rizza, tutto nero. E a picco, tagliato nettamente come con un colpo di accetta gigantesca. Il suo capo di roccia pare debba essere abitato appena dall’ aquila. Niuna luce vi fa piovere lo scintillio delle stelle che paiono di acciaio tersissimo. Non un albero, non una pianticella, non un filo d’ erba. Roccia angolosa, arida, dura, quasi livida di collera. Silenzio profondo, il silenzio delle altitudini. Sotto, l’ Jonio rumoreggia, si rompe contro la parete dello scoglio. La fanciulla compare. Non si affretta, non va lenta; il suo passo ritmico nulla ha d’ incerto. Non piange, non singhiozza. Giunta sul picco, sulla breve piattaforma si ferma, guarda giu, lungamente, quasi ascoltando. Per un momento le braccia si levano al cielo, come una bestemmia, come una minaccia, disperate. Poi si scioglie I bei capelli biondi, guarda l’ Jonio bruno e si butta giu.”, 67-68.
Ibid.: В«O mamma cara, come si chiamava Santa Maura in greco antico? / - Leucade. / - Leucade di Saffo, mamma? /- Leucade di Saffo. / Ella chinava il capo e pensava. Io taceva.В», 68.
Lefkatas cape, or Sappho’s jump in Lefkada was the location where the amorous Sappho, according to legend, fell because of her love for Phaon which found no response. There were also the ruins of an ancient temple of Apollo. Nowadays, there is a lighthouse.
Matilde Serao. Fior di Passione. Novelle. Novella Greca. Milano. Giuseppe Galli, editore. Galleria Vittorio Emanuele 17 & 80, 1888.: “Sono morti gli Dei di Grecia. E caduto in Leucade il tempio di Apollo: la storia di Saffo pare una fola. Ma sopravvive eterno, implacabile e sorridente, il mito dell’amore.”, 68.
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